Christmas Blues

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L’ALTRA FACCIA DEL NATALE

Festività non sempre è sinonimo di festa. Il significato di festa può essere molto soggettivo e personale, mentre quello di festività ha un carattere prevalentemente oggettivo e sociale.

Ci avviciniamo al Natale e non a caso, indipendentemente dall’aspetto religioso, alcune persone vivono tale periodo in maniera non del tutto gioiosa.
Queste festività possono essere vissute con tristezza da chi ha subito da poco un lutto, perché in un momento in cui la famiglia si riunisce si sente maggiormente la mancanza della persona scomparsa. Possono essere tutt’altro che una festa per chi soffre di patologie come la depressione, per la fatica a provare piacere anche per le cose per cui la maggior parte delle persone prova piacere, come ad esempio stare insieme agli altri, fare delle gite fuori porta, ricevere e fare regali. Oltre a tali problemi, non dimentichiamo le difficoltà vissute da chi soffre di dipendenza da alcol o di disturbi dell’alimentazione, visto che in prossimità del Natale aumentano i momenti conviviali.
Le festività generalmente sono un momento in cui il nucleo familiare trascorre maggior tempo insieme durante la giornata e possono essere una sorta di test per la qualità del rapporto di coppia in sé e rispetto ai ruoli genitoriali. Per esempio, se nella coppia sono presenti dei problemi, trascorrere più tempo insieme può essere utile per fermarsi a riflettere e per rafforzare il rapporto, ma allo stesso modo può incrementare i malumori nella misura in cui venga a mancare una messa in discussione di ciò che non va.

Poi esistono una serie di pensieri che fanno parte dell’immaginario collettivo, che in alcune situazioni possono essere poco funzionali. Ad esempio, l’idea che “a Natale siamo tutti più buoni”, come se certi modi di fare e di relazionarsi debbano essere condizionati da qualcosa di esterno e convenzionale a cui doversi adeguare, può essere una forzatura per chi ha difficoltà a gestire la rabbia. Un’altra idea è che “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”, quando magari durante tutto l’anno i rapporti familiari sono stati tutto fuorché idilliaci, per cui le riunioni familiari diventano una forzatura formale pur di non venir meno al “si usa fare così”. Vi è poi il regalo sotto l’albero, che diventa oggetto dell’ansia per chi ha poco tempo di occuparsene o per chi non può permetterselo, senza badare al fatto che si tratta anche qui di una convenzione. E ogni fine anno, facendo qualche bilancio, si ripresentano le solite speranze e aspettative che l’anno nuovo sia migliore di quello appena trascorso, pensando a tutto ciò che sarebbe potuto andare meglio e invece è andato in maniera diversa.
Dunque, sulla base di una serie di idee tradizionali, convenzioni e di aspettative personali si rischia di vivere male un periodo dell’anno che invece potrebbe essere di riposo. In tutto ciò conta molto il modo di pensare alle festività ed il vissuto personale in concomitanza ad esse.

La pubblicità e il consumismo, d’altra parte, assumono un ruolo centrale nel creare un’immagine allettante e ideale delle festività natalizie. Così si finisce per dare molta importanza a “come deve essere” il Natale e meno a “come è quest’anno” sia sul piano personale che relazionale, senza tener conto che nel trascorrere del tempo cambiano molte cose e che soddisfare le aspettative altrui e le convenzioni è come mettersi tra parentesi. La famiglia durante l’anno appena trascorso può aver subìto delle modifiche al suo interno, rispetto al Natale precedente sono state vissute nuove esperienze, possono esser cambiati il lavoro, la città e le amicizie, gli interessi personali. Facendo riferimento al pensiero di Eraclito – tutto scorre – per cui ciò che è passato non può essere vissuto allo stesso modo.

Come si può gestire un tale stato di malessere?

Imparare a riconoscere i propri stati d’animo e comunicarli a chi è vicino può essere senz’altro utile, ancor di più rispettare il proprio vissuto evitando di mostrare agli altri emozioni che di fatto non si provano, indossando quindi una maschera.

Se le emozioni legate alle festività diventano difficili da gestire a tal punto da compromettere la qualità della vita e la propria salute, è il caso di far riferimento ad un professionista.

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