Musicoterapia

La World Federation of Music Therapy (Federazione Mondiale di Musicoterapia) definisce la musicoterapia come “l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l’integrazione intra- e interpersonale e consequenzialmente possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico.”

La musicoterapia può essere utilizzata a livello pedagogico, riabilitativo e terapeutico.

Esistono differenti modelli di musicoterapia riconosciuti, tra cui la Musicoterapia Comportamentale (Behavioural Music Therapy – BMT), il metodo Benenzon, la Musicoterapia Analiticamente Orientata (Analitically Oriented Music Therapy), la Musicoterapia Creativa (Creative Music Therapy) di Nordoff e Robbins, il Metodo GIM (Guided Imagery and Music) di Helen Bonny.

I Metodi GIM (Guided Imagery and Music) sono tutte quelle forme di musicoterapia recettiva che si avvalgono dell’uso dell’immaginazione guidata con la musica in uno stato espanso di coscienza che si raggiunge mediante un rilassamento profondo. Tra questi troviamo il Metodo Bonny di Immaginazione Guidata e Musica (Bonny Method of Guided Imagery and Music – BMGIM), che utilizza la musica come stimolo capace di evocare immagini e strumento di esplorazione della coscienza. Tale metodo si serve di programmi si musica classica ben definiti con lo scopo di intraprendere un percorso trasformativo di sé a livello profondo.